Una poesia in corso d'opera
Le palpebre si stringono ed è/
finalmente una poesia in corso/
d’opera, l'ultimo assalto del corpo/
mentre in cielo passa una stella/
in equilibrio sul filo di luce -/
si consegna alla memoria.//
Poi ignari e/o ignavi i posteri/
ti raccontano una menzogna://
(da qualche tempo dormiva nudo,/
ma nessuno lo vedeva, perché/
nessuno vede fantasmi, è ovvio,/
nessuno va più a caccia di fantasmi,/
o di mulini a vento, ma solo zanzare/
e parole scritte in chiaro sulla pagina,/
quest'altra fredda e concava vagina/
“Imagine there’s no heaven”/
il cui fetore spero non arrivi mai/
in faccia al lettore presente, più/
fortunato, ma non si può dire/
lo stesso di un eventuale/
lettore pagante di domani).//
Avevano fatto l'amore tutta la notte/
e comunque prima del terzo canto/
del gallo Lei già pensava a un altro./
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