Assurde geometrie esistenziali
Io vado dritto per la mia strada che è
libera e alla giusta distanza di sicurezza.
Ma spesso troppe volte mi tocca rallentare
per consentire l’accesso in autostrada
di autovetture dal passo veloce, in rotta
di collisione, senza neppure guardare,
senza neanche segnalare l’imminente
ingresso, e nemmeno accennare al disturbo
d’una momentanea svista o angolo cieco.
Peggio ancora è nella rete urbana,
c’è ancora chi attraversa alla cieca
come a buttarsi tra le braccia della metro
o con il primo che capita in un incrocio.
Così fan le belle donne, non sai ben dire
se adorne o se neglette, e va bene,
lasciamole passare, irrequiete sofronie.
Ma ci dev’essere una distorsione in atto
in natura, un attentato alla mia persona,
e più verosimile uno squilibrio generale.
L’altra mattina un uccello kamikaze
si spiaccica contro il finestrino lato-
guida della mia auto mentre mi immetto
in autostrada, che quasi mi schianto. Cristo!
Occorre una nuova segnaletica stradale.
Aggiungere ai cervi e cinghiali e animali
domestici, anche questi psyco-uccelli,
stronzi, e sofroni (anche in monopattino).
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