Canto il piacere dell’abbandono

Abbandonare l’uomo al suo destino

è doveroso, legittimo, naturale.

Come un cane per strada, un infante

sulla soglia di casa. Cristo alla sua croce.

Povero Cristo, ammazzato per niente.

Ma da chi, lo sai? Ma non fuorviamo.

La macchina incassa soldi vi sostituirà.

Non dite che non ho ragione.

Ecco la goccia che rombe il salvadanaio

del miserabile. Ma tutto è costruito

se qualcuno capisce quello che dico.

Sempre mi sono rifiutato di usare le casse

automatiche al supermercato, convinto

di favorire i lavoratori e non il datore

di lavoro… ma un addetto alla vigilanza,

invece di fare il suo lavoro, m’invita

a farmi furbo e andare alla cassa

automatica (più veloce no?), più casse

automatiche meno cassieri, gli dico.

Ma tu ci credi? Ribatte. Ma cosa può

capire lui che per vivere fa il cane 

da guardia, forse si vuole evolvere…

da cane da guardia a uccello in gabbia,

un lavoro da donna alla cassa (facile, no?),

forse mi credeva un ostico straccione

chissà… tant’è che dopo avermi infastidito

è tornato sorridente al suo smartphone…

sicuramente non gli importa niente…

ma poi anche da una della casse,

assaltate dai tanti carrelli della spesa, 

parte l’invito d’usare le casse automatiche, 

certo, è uno solo contro tre automatiche.

E allora ho capito che non c’è verso 

per l’uomo d’essere favorito,

e che dio li abbia in gloria questi figli 

del loro tempo e di nessun altro…

che sono uno scemo io a fare la coda 

invece di prendere una corsia laterale.

Il fai da te è la propaganda del secolo,

è la sola religione. Di chi hai bisogno

se ti invitano a fare a meno dell’uomo?

Giuro che non farò più niente di utile 

per il genere umano. Tanto è inutile!

L’ingenuità mi perseguita e la parola.

Ha ragione Baudelaire quando dice:

Essere un uomo utile m’è parso sempre

qualcosa assai rivoltante.

Commenti

Post più popolari