Controcanto del piacere…
Ho bevuto tutto il vino fino alla feccia,
dal primo all’ultimo sorso tutto si mescola.
Ogni tanto accade che piova. E immensa
è la gioia che spacca il respiro di legno.
Ci si dimentica di vivere. Obbedienti
alla pressa del sole battente. Perché
gioioso è il sole per gli sciocchi.
Un chiodo fisso per la geometrica tela.
Senza ieri e senza domani. Ti vogliono
vivo. Senza tremori nel chiaro fondo.
Tutto ha un suo scopo. Un originario
ruotare al sicuro attorno a un fuoco.
Il sorriso di una strada che scende
e poi sale e che ti porta a morire
di crepapelle, come per asfissia,
ho pensato, impedito di pensare.
Ma più fresco è l’odore della pioggia
che non teme diluvio a paragone,
più fresco è il tuo corpo e acuto
e lucente e più veloce di una lama.
Perché più fresco e vivo è il piacere
se di breve durata. E allora bisogna
ridere, ridere dei morti di fame, dei morti
ammazzati, dell’inferno e del paradiso.
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