primo giorno
Stamane, primo giorno dell’anno, dopo i tradizionali botti della
sera prima a rompere le palle, a svegliarmi sono state le bestemmie di un
ragazzo per strada. Urlava al cielo, spingendo con tutta la forza dei polmoni, eccellentissimi
propulsori, le sue infamie. Me lo immaginavo con i pugni stretti, tutti i muscoli contratti nella classica posa
del culturista che mostra il petto come un gallo incazzato ai primi bagliori. Un
vulcano. Avete presente l’esultanza di Balotelli o Ronaldo dopo un goal?
Eccolo! Super saiyan in volo come un razzo supercorrazzato alla ricerca del
nemico che gli ha portato via la sua Elena. E palla al centro. Avete presente quella
pubblicità che intona il verso: Toglietemi tutto ma non la mia Elena” L’invito
è sempre lo stesso. All’inizio non capivo se era in pericolo lui o il resto del
mondo. Adesso lo so. La seconda ipotesi la più probabile e indeclinabile. La ragazza
l’aveva lasciato. O dio! Non rispondeva più al telefono. Altra bestemmia. E tra
una bestemmia e l’altra urlava: “portatemelo subito qua!” L’altro,
naturalmente. L’amante del momento, anche in senso letterale e verbale, per
così dire, amante, amando: gerundio del verbo amare. E urlava così forte a
tutti i balconi ch’era impossibile non udirlo, inutile nascondersi, e affinché tutti,
anche quelli più in alto sapessero. I più sordi ma non indifferenti e con la
coda a cavatappi.
Forzate risate del pubblico ancora dormiente. E tempestivo
aiuto dell’amico sipario che lo chiude in macchina per fortuna e lo accompagna altrove
in tournée. APPLAUSI!!!
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