G.2.0.
Si sposterebbero a branchi se fossero lupi, e in qualche modo lo sono, ma più evoluti, anzi elevati e stanziati a banchi come nebbia, ma più in alto ancora più sostanziali, perpetui scolari passati dai banchi di scuola alle poltrone di pelle su aerei speciali con cui si spostano tra le nuvole governate dai venti del G20.
Parlano di fluidità e mediazione e formule empiriche elaborate a produrre ancora lampi di ricchezze da scaricare a terra in ritardo sui display atrofizzati dal paesaggio che si diverte a fare fotografie.
Ma cosa chiedono le parole dall'astratto materializzarsi di una figura anticrepuscolare?
Creazione di miti e di madonne dalle lunghe tuniche trasparenti e mantelli che lasciano sfuggire scintille da emulare sotto le lenzuola per l'insana sopravvivenza.
Nuovi eroi. Nuovi supereroi. Nuovissimi ipereroi.
Ma anche vecchi antieroi. Vecchi antagonisti. Vecchissimi archetipi.
Dramatis personae.
Chi muore dal ridere, e questo è il dramma, e chi fa morir dal ridere, e questa è tutta la commedia. Come un patetico pedissequo pedantemente pedagogico ultimo joker presentato al cinema recentemente che potrebbe stringere la mano alle fiction di mafia e delitti estratti da fatti di cronaca umanamente nera.
E c'è anche a chi resta fisso nel palmo della mano il chiodo della tragedia, come ad Amleto. Così desiderando d'essere non si è.
Perché essere stanca e non essere annoia.
Ma torniamo su, agli eletti delle multinazionali.
Ecco, codesti signori non hanno scrupoli né occhio da sbendare per la notte, ma solo cani alle ginocchia come fedeli avvisatori acustici a ogni imminenza del pericolo che germoglia per afferrarli a una gamba che trascinano come un'onta mentre firmano con la mano mozza le proprie confessioni.
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Ma che ci possono fare?
Abbassare il costo della vita come una saracinesca che protegge la via d'uscita - una grande sala accoglie i nascituri senza dolore
ma indebitati amanti sacrificali - simili ad agnelli - che non sconfinano i sogni col sorriso esagerato da orecchio a orecchio - ed ecco si ricomincia.
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Infine sembrano frastornati anche loro dagli eventi che li schiaffeggiano a terra come tanti volti tappeti polverosi si aprono a me per poi andarsene quieti per i moltissimi traffici dell'umana scaltrezza e con la chiave in tasca del forziere sepolto sull'isola.
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