Gocce di primavera

 Poi tornò l’amore per il genere umano

e il piacere della lettura. In tutti i luoghi

della terra si vuotavano pagine di libri

come bicchieri d’acqua. Ma non a tutti

piace l’acqua, la terra, il genere umano,

il piacere della lettura, il fango e l’amore, 

e poi perché l’amore? l’amore nasce solo 

se hai altro a cui pensare. Una rondine

scandisce il passo della primavera

come la campanella nelle stazioni.

O era una nuvola carica di pioggia?

Ma non importa se torna o non torna.

Se qualcuno ti prende di mira o di sponda.

È l’ora. Appare il treno. Giusto in tempo.

Una mandria di automi prende posto.

Insiste a sfidare lo spazio. L’un l’altro,

compiacendosi della frescura sui volti

amici, per l’aria condizionata che circola 

nei convogli e l’entusiasmo dilata

sotterrando il fastidio di stare vicini.

Come aria dentro a un pallone si isolano.

Cercano il vuoto attorno. Il confortevole

ricordo di tutto. Ma è così sfocato.

Ingrigito. Anche guardarsi fuori proiettati

nel finestrino non aiuta. Così acchiappano

il telefono. E parlano, gemono, ridacchiano.

Già dimenticati da distanza si chiamano.


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